Imprinting

Sono
una stratificazione di ricordi
di esperienze vissute e condivise
fossili dell’anima
come imprinting affettivo
a lungo termine
distintivo.

Vivo
nell’impossibilità di dimenticare
persone vissute e condivise
tasselli indelebili
come tessere d’un puzzle
allo specchio note
col mio nome.

Il Traghettatore

Irto dal lato mobile
della passerella allungata
t’aspettavi un grazie

Salato di misticanza
di malinconia e gratitudine
attendevi un sorriso

senso disperato
di una condivisione
ormai finita

gesto ultimo
per meglio affrontare
la lunga burrasca.

Pulizie Notturne

Navigando nella notte
un meccanismo di protezione
fa della mente ostaggio
allontanandola da sogni
acri, urticanti.

Alla stregua di uno spazzino
occulta evidenze
di una inciviltà che esiste
che persiste.

Ma all’arrivo del giorno
l’occhio spietato
cade nell’interstizio
di fatiche beffa
di realtà virtù.

Connessioni

Non si vedono
ma son così forti
queste connessioni
che tagliano
il tempo e lo spazio
trapassano
le ambizioni e le opportunità
sbriciolano
la volontà

e mano a mano
il tuo stomaco si fa spazio
e la tua vista che s’espande
rade al suolo colline e montagne
e galoppa sulle pianure.

le scarpe scricchiolano
mentre le chiavi in tasca accompagnano
e tu non sai
se vorresti continuasse
o che d’improvviso finisse.

Il Mostro e la Gelosia

vorrei riuscire
con qualche parola terribile
a condividere un po’ con voi
questo mio sentirmi mostro.

Ideando della lettura
una proprietà transitiva,
una osmosi.
Trasferimento utile
a sgravarmi
da questa bruttezza.

E maledetto me,
rieccomi nel circolo vizioso.

Prima di trovare
come ideare
il poc’anzi detto,
la dose di orrido
già sento
nelle vene fluire.

E mi chiedo se
la malefica creatura
svanirebbe
custodendola gelosamente.

Bollicine notturne

Stanotte formicolava.

Mi solleticava frizzante,

sparsa e piacevole.

L’insonnia felice

insegna

quanto la mente

il corpo soggioghi.

Luminarie di idee

offuscano difficoltà,

carnevale stellato

del pessimista cronico.

L’ossigeno vitale,

irruento scansa

la depressa cancrena.

Ed ora

traduco rivivendo

speranzoso

di rivivere leggendo.

Mother Earth – Parte II

Ancora in testa

le parole appena scritte

anagrammate si rimescolano.

La fantascientifica voce

della tua rabbia

con calma placida

di Fedro cita un monito.

“La Rana e il Bue”

Tu e l’uomo.

Repentinamente,

ventiquattr’ore diventano un secondo,

come un cane scuote il pelo

dal peso dell’acqua.

Tonnellate di rifiuti

scaraventi nell’universo.

Guardare e non toccare….

Condanna al rimpianto

di aver perso

un grande amore.

L’asse di battuta

Tutto nasce così,

tutto muore così.

Una partenza con qualche passo di avvio

che metta a proprio agio.

Overture alla rincorsa perfetta,

trampolino di lancio

proteso verso lo stacco.

Le scommesse sono aperte;

Il piede convoglia l’energia cinetica,

sull’asse lampeggia la scritta “welcome”.

l’All-in unica puntata possibile,

non resta che vedere il volo.

Quel che è fatto è fatto,

d’ora in poi regna l’equilibrio

le azioni precedenti esplodono

come mine al rellenty,

all’atterraggio

pronte ad abbracciarti.