Terrazzo Baldanzoso

Un megafono di voci fluisce
dritto verso il mio scarno sofà
e la prima raffica estiva colpisce
aizzando un po’ anche l’invidia.

Le bocche piene e calici intimi
di dialoghi poco educati
un po’ alla rinfusa dettano i tempi
innescando felici miccie
di barlumi di malinconia.

E la compartecipazione animata
prevaricante e senza schemi
mi invita ad imbucarmi
concedendomi una sedia
sul suo terrazzo baldanzoso.

Bus Stop

Cento, mille, quindici, nove
quante persone su questo
pullman potremo portare
che un posto a sedere
sian disposte a lasciare
se ad un certo punto
il viaggio dovrà finire.

Ciao, puoi salire
ti accolgo
con un sorriso o un bacio
una stretta di mano
o un abbraccio.
Alcuni posti sono assegnati
Altri da assegnare

Scegline uno libero
e se non lo trovi
ti esorto a meglio guardare
che quasi sempre
quando andavo a scuola
nella fila in fondo
uno non si faceva vedere.

Il Caffè del Sabato

Vorrei vivere gentile
col cuore pervaso
da una calda serenità
come la morbida effusione
del caffè condiviso
il pranzo del sabato

La moka borbotta
l’aroma è intenso
indemocratico
che nemmeno di fantasie
concessioni ammette

Di uno scossone di capo
accolgo la prepotenza
meglio che m’alzi
e lo beva veloce
che qui intorno
da sistemare ne ho abbastanza.

Dolce

Nascosta la verità
dentro un barattolo di miele.
Per l’orso moderno
scomodo da arraffare
più di un alveare.

Scivola tra gli artigli
ed aprire non si fa.
Inibisce i sensi
e il profumo arriva
solo se si fantastica.

Ritornare a Volare

Rattrista il ricordo sorridente
della testa tra le nuvole
propensione ormai nascosta
nei cavilli di una vita adulta.

Che non sa più volare
su banchi scarabocchiati
costruire imperi
su coperte scozzesi
trasformare finestre semiaperte
in portali spazio temporali.

In cui vorrei affacciarmi
e sbirciando
vedere come si faceva.

Al Galoppo

Larghi I finimenti 
di cui mi han dotato
sovente li provo
come un maglione sgualcito
comodo, confortevole
che durante il Galoppo perenne
fatichi a buttare.

Così, di idee, di pensieri, di azioni
il dilagare frastagliato.
Difficile contrasto da conciliare
tra accettazione e cambiamento.
Vitale sfida da comprendere.

Mamma Adottiva

Sei sempre la solita
mia nuvoletta di fumo
dal pennacchio di pellicole

chissà quante storie lì
avvolte e svolte
e mentre t’abbraccio
gira anche la mia

Mi tieni per mano
e gli occhi brillano
di bocche che s’allargano
e stropicciano il cuore

Il caldo ed il tepore
mischiati nella sera
t’invitano a restare
e anche a tornare

Eredità Manuale

Vi rivedo nei miei gesti
che vi donano forma
dando un senso eterno
alla vostra esistenza
per me.

Espressioni e modi
vi distinguono nitidi
alcuni fragorosi
altri più sommessi

come le vostre risate
che mi strappano un sorriso
ed annodano la gola.

Son cresciuto con voi.
E con voi
cresco ancora.

Pensiero Grezzo (Oggi ti tengo come sei)

A volte un corpo solo
nemmeno mi basta
per esprimere tutte le emozioni
che passano assieme.
Per poter piangere e ridere e sorridere ed esser felice ed esser triste e furibondo e allegro e pensieroso e sereno.

La nostra mente è così potente
e la nostra anima ancor più
che questa prigionia emozionale
immagino possa servire solo
a proiettarsi verso il nuovo inizio.

Arrivando lucidi allo stop
vedendo dietro
l’infinito nuovo mondo che ci attende.
Senza angoscia, curiosi di esplorare finalmente
tutto il nostro potenziale.

Un po’ come camminare nella brezza
che con la musica nelle orecchie
quasi ti fa volare trasformandoti
in un essere superiore.

E l’asfalto sotto i miei piedi
non è mai stato tanto simile a nuvole.
E non smettere con quella tromba e nemmeno tu, con quella chitarra.
Che mi state tenendo in vita.

Che mi state facendo vivere.