Briglie sciolte

State qui, vicino a me, non scappate.
Lasciatevi custodire,
perché sentirvi annebbia la vista.

Restate qui al sicuro,
intricate in questo groviglio,
sempre più fitto,
bastardo.

Specchio, specchio delle mie brame,
libero chi non ti guarda.
Specchio, specchio delle mie brame,
l’anarchico è tuo schiavo.

Tabula rasa intorno a voi senza briglie
su prati immaginari al galoppo.
Compagne distruttrici di compagnie,
il recinto d’erba fresca non basta mai.

State qui, al sicuro vicino a me
perché siete vita e distruzione.
Lasciatevi custodire,
regalatemi un soffio di libertà.

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Dedizione

Un mercoledì che profuma di venerdì
Il gallo propone suoni fievoli, annoiati.

Probabilmente gira tutto intorno a lei
ci va convinzione per accettarlo,
dedizione per fissare una congettura.

Più provo a screditarti, più mi tiri verso te.

Ti osservo da vicino
Affascinante, poliedrica, eclettica.

Mi parli d’amore e d’affari,
di passione e di lavoro,
di anima e di corpo….
di vita.

Buongiorno

Muri di avanzi di galera

mi presentano al nuovo giorno,

contenuti in una cornice imbarcata di storia popolare.

Per gli SNIA un lusso affacciarsi,

dai magnati velatamente invitati a sognare.

Addobbi colorati svolazzano musicati dal vento,

orchestrati da mani e voci,

delicate e squillanti.

“Il bucato”, social network e reality”

Del sesto giorno suoni e rumori.

Brulicare specchiato dal retro,

riempie l’aria come una radio in lontanza;

filtra tra le verdi fessure,

trasportato dalle dita del sole estivo.

Fari

Ti dispiace accendere quella maledetta luce?

Romantiche le candele ma bastavano per le carrozze

ed il loro procedere cauto.

Perfette per quel tempo passato,

spesso ricordato con nostalgia.

Imperfette per il presente forse imperfetto,

che corre veloce.

Ora chiedo a te, amico cieco;

Per te il tempo in lumen è relativo,

anche le distanze lo sono.

Puoi sfiorare velocità estreme

e decelerare a quattro g.

Assecondare il lento bradipo

ed accelerare in apnea,

senza nostalgie dubbie

ne dubbi nostalgici.

solo non scordare

il calore della fiamma.

Uomo______ _ _ _ _ _

Immagino l’uomo come astrazione mentale.

Scompongo la linearità in tanti piccoli tratti

riduco ognuno all’osso e ci vedo dentro.

Emozioni algebriche

come successioni infinite di punti

instillano dubbi.

E son sempre i treni

che ritrovo pieni di segnali avversi.

Come se l’aratro dai buoi fosse spinto.

L’undicesima sera

Distillati che invitano alla loquacità,

suggeriscono parole articolate.

 

Alcune sere del terzo sono così limpide

da restaurare antichi dipinti.

 

La semplicità vitale,

di proiezioni felici in scenari da inventare,

da ricercare.

La vitalità semplice,

di impavidi turbinii pronti a squarciarci il petto.

 

Tutte le sere come l’undicesima,

nemmeno una come la precedente.

 

 

 

 

Zero o Uno

Rugiada intrigante,

rugiada ammaliante,

gocce si destreggiano sinuose tra la folla,

carezzi e doni nuova luce.

 

Formicolio di Indiana Jones per il tuo mondo di schiuma.

Scelgono coordinate sbagliate,

pubblicizzando il proprio volersi male.

Perché?

Cadute di stile.

 

E quell’altro?

quell’altro predica l’odio senza l’ostentazione.

La logica è booleana

odio è odio come amore è amore.

La vita su un rigo

E tu che ci fai lì?

Ed è già domani.

Ed io che ci faccio qui?

E non è ancora domani.

 

La tranquillità suona Tenco,

anche le domande lo suonano.

Ogni secondo la sua colonna,

nessuna playlist su spotify,

la vita suona solo live.

 

Quartetto di speranze, trio di passioni, duo di cuori.

Note s’intrecciano, accarezzano, schiaffeggiano.

Tempi senza tempo scandiscono il tuo.

Risate in quattro quarti,

lacrime terzinate,

sincope di rabbia.

 

Nessun podcasting,

irripetibili istanti in diretta.

E non potrà più essere ieri.

E dovremmo essere lì o qui,

a ballare insieme.

One Piece

Corpi condivisi in momenti passati

ricordati in tempi diversi

confermano il presente,

lo rafforzano facendolo barcollare.

 

Disteso sui gomiti

tasti il claustrofobico cielo

di stelle metalliche.

L’aria lì sopra lacera la carne.

 

Cane rabbioso non morde,

finto ingrato,

respinge senza successo

l’amore che fiuta.

Disagio nel lusso.

Tu, il mio “One Piece”

E ti Amo.

Ianus

Questo più che mai affine alla tua natura,

sentinella delle porte e dei ponti,

rappresentante di ogni forma di passaggio e mutamento.

 

L’avrai visto passare mentre tornava alle origini,

ricche di esuberanza e loquacità.

Stoico al traguardo,

alimentato da paura positiva.

Spesso buono il burbero testardo.

 

Rispolvero di luoghi, riscoperta di tempi

tra una partita di carte e l’altra.

“Felice, il cuore me lo dice”

caratteri contrapposti,

etichette di anime parti della tua.

 

Davanti un pozzo pieno di fiori,

sotto, radici di cristallo.

Tuffo nel tunnel profumato,

delicata culla fragile,

scrigno della fiducia.