Ri-animazione

Affacciato dalla terza lettera dell’alfabeto

divisa in quattro parti uguali.

Non riesco a scorgere

nemmen più la scia.

La schiuma del tempo ormai svanita,

Trasformata in lenza

collega invisibile i nostri cicli.

Come del bozzolo del baco

rimane la sintesi,

chilometrica,

srotolata in un filo di seta.

Così,

tradito dai raggi del sole,

in controluce lo scorgo,

lo ripercorro strizzando gli occhi.

Aiutandomi con la mano,

a placar il bagliore

per veder più distante.

Approdo sul bandolo cercato,

distinguo l’ammirazione per la stessa cultura.

Ri-animato,

ritrovo anche una parte di me.

Pura e semplice

Non chiedermi perchè

mi circondi e mi commuovo.

Un abisso si apre dentro

e la descrizione più accurata

sarà sempre distante

incomparabile davanti a te

al tuo potere fantastico

che cresce

man mano il sentiero si restringe

che convince

di quanto sia pura e semplice la felicità.

Frankenstein

Guarda che bel mosaico
ogni tassello col vostro nome.
Non puoi sentire lontano un tuo braccio
una tua gamba.

Un pezzettino di ognuno ho rubato
Non lo restituirò
Lo userò ora e domani
Ovunque sarò
confortevolmente circondato

Non puoi sentire lontano una parte di te
un ricordo indelebile
Il tuo cuore.

Cavalier sognante

Meno di due manciate d’età.

La bici destriero,

tra pezze di granoturco

imbastite da terra ed acqua.

La realtà diminuita,

una sordina di fumo

inibisce i sensi,

alimenta scenari immaginari.

Il freddo amico,

solo e tra gli amici.

A destra Perseo, a sinistra Andromeda,

davanti Ariete, dietro Cassiopea.

Tra sciarpa e cappello

due spiragli proiettati alla vita.

Le mani fredde,

il cuore caldo.

Luce Profumata

Abbracciata da uno sbuffo fruttato

tu, proiettata tremolante qua e là

racchiusa in un guscio nebuloso di fantasie.

Viaggi tessuti in un lampo

intrecciati ad una trama di lettere nere,

a volte interstellari,

spesso qualche metro sotto terra.

Un ritratto in un ricciolo di fumo

desiderio ed auspicio di chi ti pensa

di chi immagina che ti senta al sicuro,

così,

protetta da una luce profumata.

Dedizione

Un mercoledì che profuma di venerdì
Il gallo propone suoni fievoli, annoiati.

Probabilmente gira tutto intorno a lei
ci va convinzione per accettarlo,
dedizione per fissare una congettura.

Più provo a screditarti, più mi tiri verso te.

Ti osservo da vicino
Affascinante, poliedrica, eclettica.

Mi parli d’amore e d’affari,
di passione e di lavoro,
di anima e di corpo….
di vita.

Fari

Ti dispiace accendere quella maledetta luce?

Romantiche le candele ma bastavano per le carrozze

ed il loro procedere cauto.

Perfette per quel tempo passato,

spesso ricordato con nostalgia.

Imperfette per il presente forse imperfetto,

che corre veloce.

Ora chiedo a te, amico cieco;

Per te il tempo in lumen è relativo,

anche le distanze lo sono.

Puoi sfiorare velocità estreme

e decelerare a quattro g.

Assecondare il lento bradipo

ed accelerare in apnea,

senza nostalgie dubbie

ne dubbi nostalgici.

solo non scordare

il calore della fiamma.

Uomo______ _ _ _ _ _

Immagino l’uomo come astrazione mentale.

Scompongo la linearità in tanti piccoli tratti

riduco ognuno all’osso e ci vedo dentro.

Emozioni algebriche

come successioni infinite di punti

instillano dubbi.

E son sempre i treni

che ritrovo pieni di segnali avversi.

Come se l’aratro dai buoi fosse spinto.

La vita su un rigo

E tu che ci fai lì?

Ed è già domani.

Ed io che ci faccio qui?

E non è ancora domani.

 

La tranquillità suona Tenco,

anche le domande lo suonano.

Ogni secondo la sua colonna,

nessuna playlist su spotify,

la vita suona solo live.

 

Quartetto di speranze, trio di passioni, duo di cuori.

Note s’intrecciano, accarezzano, schiaffeggiano.

Tempi senza tempo scandiscono il tuo.

Risate in quattro quarti,

lacrime terzinate,

sincope di rabbia.

 

Nessun podcasting,

irripetibili istanti in diretta.

E non potrà più essere ieri.

E dovremmo essere lì o qui,

a ballare insieme.