Mother Earth – Parte II

Ancora in testa

le parole appena scritte

anagrammate si rimescolano.

La fantascientifica voce

della tua rabbia

con calma placida

di Fedro cita un monito.

“La Rana e il Bue”

Tu e l’uomo.

Repentinamente,

ventiquattr’ore diventano un secondo,

come un cane scuote il pelo

dal peso dell’acqua.

Tonnellate di rifiuti

scaraventi nell’universo.

Guardare e non toccare….

Condanna al rimpianto

di aver perso

un grande amore.

Mother Earth

Quanti come me?

Di invertire una tendenza

incapaci colpevoli.

Alcuni più accorti,

limitano i danni.

Altri,

come se la loro vita

fosse l’inizio e la fine.

Testimone vigliacco,

inveisco dentro

mi infervoro tacito

ad ogni tuo stupro.

Ed è più forte di me

preoccuparmi per te

che nonostante tutto,

tutto dai.