Deriva

Stellata la deriva.
Intervallata da sonni
durante risvegli indesiderati
da cordoni ombelicali tagliati.

Trascinamento coatto,
lento.

La Barca ruota attorno a lei,
senza bussola.
E se la terra fosse piatta
allungherei lo sguardo
cercando
la fine del mare.

Parvenze d’Albero

La corteccia
di solitudine subita
stratifica,
invisibile all’esterno.

E lo scudo
di giorno in giorno
inspessisce.
Dall’ansia
a mano a mano
difende.
Dai ricordi
a poco a poco
separa,
allontana.

E da indifesi
a corazzati
la paura marcia,
armata dello scudo
che per proteggerti,
in origine,
era nato.

Emozioni

Tenerle in pugno,
quanto sarebbe bello.
Non dico giocarvi,
non nel modo
poco considerevole
del meritato
rispetto.

Che le eleva
allo stato vitale
caratteristica unica
di chi le contiene.
Di noi,
schiaffeggiati e sottomessi
liberati e consolati.

Accettarle senza riserve,
quanto sarebbe bello.
Non arrovellandosi
ma decifrarle così,
semplicemente.

Ammettendole
per ciò che sono,
per ciò che siamo.

Connessioni

Non si vedono
ma son così forti
queste connessioni
che tagliano
il tempo e lo spazio
trapassano
le ambizioni e le opportunità
sbriciolano
la volontà

e mano a mano
il tuo stomaco si fa spazio
e la tua vista che s’espande
rade al suolo colline e montagne
e galoppa sulle pianure.

le scarpe scricchiolano
mentre le chiavi in tasca accompagnano
e tu non sai
se vorresti continuasse
o che d’improvviso finisse.

Il Mostro e la Gelosia

vorrei riuscire
con qualche parola terribile
a condividere un po’ con voi
questo mio sentirmi mostro.

Ideando della lettura
una proprietà transitiva,
una osmosi.
Trasferimento utile
a sgravarmi
da questa bruttezza.

E maledetto me,
rieccomi nel circolo vizioso.

Prima di trovare
come ideare
il poc’anzi detto,
la dose di orrido
già sento
nelle vene fluire.

E mi chiedo se
la malefica creatura
svanirebbe
custodendola gelosamente.

Vento Sornione

Ciao, vento istigatore
tu cerchi sornione 
di esaudire desideri.

Adoro e maledico resisterti
crogiolandomi
al cospetto della testardaggine.

Misticanze profumate
e fresche carezze
m’alleggeriscono
e m’inebriano.

Da te non cercherò riparo
ma aspetterò
che l’impossibile s’avveri
con il mio ombrello aperto
stretto nella mano.