Oi Vita Mia

Metti bastoni tra le ruote
Chiedendomi se
ho voglia di te

lasciandoti carezzare
avvolgente
come dei fornelli
la mattina
il tepore

repentina cambi lato
subito la mia mano
si raffredda
in affanno
ti rincorre

Mi lasci incerto
nel limbo
del gradimento
delle mie effusioni

E se ti amassi
non servirebbe pensare
al bello o al brutto
basterebbe solo
viverti.

Tempo Lunare

questo tempo
di continuità soluzione
la sua mano
non mi concede.

Corro bendato
su una superficie lunare
come quando cammini
con gli occhi al telefono
e il marciapiede scende
e la terra viene meno

un vuoto inaspettato
indietro fa tornare
milita nello stomaco
lo attorciglia
e non è più la terra
ma sei tu
a mancare.

Frammentazione

Quattro punti
non bastano
per le direzioni
della mia mappa

tra uno e l’altro
un sorriso e un baratro
un’idea e l’immobilità
la musica ed il silenzio

E così
se i cardinali arrancano
la bussola
trasformo in roulette
con un sabotaggio

che provo a sabotare
con un caffè
sperando
che anche alla bussola
piaccia l’aroma.

Deriva

Stellata la deriva.
Intervallata da sonni
durante risvegli indesiderati
da cordoni ombelicali tagliati.

Trascinamento coatto,
lento.

La Barca ruota attorno a lei,
senza bussola.
E se la terra fosse piatta
allungherei lo sguardo
cercando
la fine del mare.

Parvenze d’Albero

La corteccia
di solitudine subita
stratifica,
invisibile all’esterno.

E lo scudo
di giorno in giorno
inspessisce.
Dall’ansia
a mano a mano
difende.
Dai ricordi
a poco a poco
separa,
allontana.

E da indifesi
a corazzati
la paura marcia,
armata dello scudo
che per proteggerti,
in origine,
era nato.