Il Caffè del Sabato

Vorrei vivere gentile
col cuore pervaso
da una calda serenità
come la morbida effusione
del caffè condiviso
il pranzo del sabato

La moka borbotta
l’aroma è intenso
indemocratico
che nemmeno di fantasie
concessioni ammette

Di uno scossone di capo
accolgo la prepotenza
meglio che m’alzi
e lo beva veloce
che qui intorno
da sistemare ne ho abbastanza.

Pensiero Grezzo (Oggi ti tengo come sei)

A volte un corpo solo
nemmeno mi basta
per esprimere tutte le emozioni
che passano assieme.
Per poter piangere e ridere e sorridere ed esser felice ed esser triste e furibondo e allegro e pensieroso e sereno.

La nostra mente è così potente
e la nostra anima ancor più
che questa prigionia emozionale
immagino possa servire solo
a proiettarsi verso il nuovo inizio.

Arrivando lucidi allo stop
vedendo dietro
l’infinito nuovo mondo che ci attende.
Senza angoscia, curiosi di esplorare finalmente
tutto il nostro potenziale.

Un po’ come camminare nella brezza
che con la musica nelle orecchie
quasi ti fa volare trasformandoti
in un essere superiore.

E l’asfalto sotto i miei piedi
non è mai stato tanto simile a nuvole.
E non smettere con quella tromba e nemmeno tu, con quella chitarra.
Che mi state tenendo in vita.

Che mi state facendo vivere.

Luna Piena

Stasera inafferrabile
questa luna.
Mi rende felice
che con un paio d’occhi
solo
la si possa cogliere
con tutta la malinconia
e l’eleganza.

Nessuna condivisione artificiale
solo
la speranza che qualcuno
a sua volta
la stia ammirando
così romantica
insieme a te.

Confronto vitale

Ed ora prenderò l’ombrello
e camminerò sotto la pioggia
invertendo una tendenza scontata

tirerò i remi in barca
sventolando bandiera bianca
all’arrembaggio amico

riaprirò il forziere dei ricordi
a nuovi baluardi del confronto
per scongiurare deja vu
per bandire il caso
per deporre le armi

“Fatico dal 1995” Cit.

Caro dott. Murri,

certi posti non seguono
logiche spazio temporali
ma storie di traumi
che accomunano
come occhi che si somigliano.

E tutta la mia parvenza di forza
sfuma davanti a parole fragili,
a prima vista intimidatorie.

La domanda d’aiuto
apre voragini interiori
che della paura in offerta
chiedono la conversione,
su un mercato
dove il prezzo
è sempre tanto alto.

Oi Vita Mia

Metti bastoni tra le ruote
Chiedendomi se
ho voglia di te

lasciandoti carezzare
avvolgente
come dei fornelli
la mattina
il tepore

repentina cambi lato
subito la mia mano
si raffredda
in affanno
ti rincorre

Mi lasci incerto
nel limbo
del gradimento
delle mie effusioni

E se ti amassi
non servirebbe pensare
al bello o al brutto
basterebbe solo
viverti.

Tempo Lunare

questo tempo
di continuità soluzione
la sua mano
non mi concede.

Corro bendato
su una superficie lunare
come quando cammini
con gli occhi al telefono
e il marciapiede scende
e la terra viene meno

un vuoto inaspettato
indietro fa tornare
milita nello stomaco
lo attorciglia
e non è più la terra
ma sei tu
a mancare.