La vita su un rigo

E tu che ci fai lì?

Ed è già domani.

Ed io che ci faccio qui?

E non è ancora domani.

 

La tranquillità suona Tenco,

anche le domande lo suonano.

Ogni secondo la sua colonna,

nessuna playlist su spotify,

la vita suona solo live.

 

Quartetto di speranze, trio di passioni, duo di cuori.

Note s’intrecciano, accarezzano, schiaffeggiano.

Tempi senza tempo scandiscono il tuo.

Risate in quattro quarti,

lacrime terzinate,

sincope di rabbia.

 

Nessun podcasting,

irripetibili istanti in diretta.

E non potrà più essere ieri.

E dovremmo essere lì o qui,

a ballare insieme.

Ianus

Questo più che mai affine alla tua natura,

sentinella delle porte e dei ponti,

rappresentante di ogni forma di passaggio e mutamento.

 

L’avrai visto passare mentre tornava alle origini,

ricche di esuberanza e loquacità.

Stoico al traguardo,

alimentato da paura positiva.

Spesso buono il burbero testardo.

 

Rispolvero di luoghi, riscoperta di tempi

tra una partita di carte e l’altra.

“Felice, il cuore me lo dice”

caratteri contrapposti,

etichette di anime parti della tua.

 

Davanti un pozzo pieno di fiori,

sotto, radici di cristallo.

Tuffo nel tunnel profumato,

delicata culla fragile,

scrigno della fiducia.

Eutanasia

Negli occhi brilla la morte,

tra le mani ingabbi pensieri.

 

Non vedi l’ora di raggiungerla

e di raggiungere l’ora,

l’ora non vedi

 

Fragorose le risate d’un tempo,

accondiscendenti.

Convincono anche me,

sollevano poco,

non esimono dal ricordare:

non verrà il tempo dei ripensamenti.

 

Inappetente famelico,

tutt’attorno i corpi bruciano,

voci come aculei.

 

Guerra civile tra corpo ed anima,

chi perde, vince.

 

Suggestioni

Spugna di emozioni

Prendi a braccetto gli sbuffi di vapore

e balla questo tango.

 

Lo stomaco è alato.

Il sole allarga le pupille,

illumina il corpo vitreo,

lo espande.

 

Talvolta romantica la fantasia,

una suggestione fragile,

patetica.

 

Disattese illusioni,

dalla ragione in un lampo redente.

Titani Gentili

Ventimila non d’acciaio.

Naziste,

manipolano e costringono.

 

Colline dolci all’orizzonte,

tutt’altro che pacifiche.

Ora cartolina.

 

Sfidata azionatrice,

ciclo di Carnot senza adiabatiche.

Finta modesta.

 

Storia e inondazione,

Terremoto e fondamenta.

 

Ti defili e torni prepotente,

educata, volitiva.

Lotta tra titani gentili.

 

Accarezzami…non tu;

Lei.

Bud

Guida o Johnny Cash?

Chicchessia,

culla e lenisce.

Lussureggiante complice.
Ipnosi di uova e spazzatura,

Ricordi cantati,

indissolubili.
Metronomi roteano,

incedere lento, piacevole.

Nucleo compatto.
Giro dopo,

segni di rottura.

Conciliazione ribelle.

Confido in te

Scricchiolano le assi sotto i piedi,

a ricordarti d’esser lí.

Grazie, poesia dei sussurri del vento,

cosi primordiale e cosi innovativa.

Commistione di profumi e suoni miscelati con sapienza.

Duttile,
spolveri aree immense e t’intrufoli nei cunicoli dell’anima.

Caparbia,
non smetti di farmi ricredere coi tuoi modi, un po’ dolci e un po’ bruschi.

Abile marinaio,
con disinvoltura fai e disfi nodi.

Confido in te.