Emozioni

Tenerle in pugno,
quanto sarebbe bello.
Non dico giocarvi,
non nel modo
poco considerevole
del meritato
rispetto.

Che le eleva
allo stato vitale
caratteristica unica
di chi le contiene.
Di noi,
schiaffeggiati e sottomessi
liberati e consolati.

Accettarle senza riserve,
quanto sarebbe bello.
Non arrovellandosi
ma decifrarle così,
semplicemente.

Ammettendole
per ciò che sono,
per ciò che siamo.

Beat Verace

non voglio zavorrare
pensieri violenti
che staccano dal suolo

non credo possibile
buttar giù
quattro parole forti
a mente lucida

io le immagino
scoccare da un arco
celato dai sentimenti

io le vedo
partire da un groviglio
zuppo di emozioni

e svilupparsi
come una pellicola
che suona
tra i fotogrammi
al beat di un cuore.

Emma

Credo proprio sarai felice.
Attorno a te
note floreali
prima della tua prima
foto
densa di impegno,
altruismo
e amore.

Oggi lo stupore,
di norma
dall’egoismo sopraffatto,
più che mai convinto
mi commuove.

Sarete felici,
ne son certo.
Perché il prolungamento
di un’aura vitale
accresce il tepore
illuminando il cammino.

Protetti tra le Parole

Fuori è tutto scuro.

Tra i soffi gelidi del vento

fiocchi candidi fan surf

e del temporale la luce

lampeggia come fosse

in balia delle folate.

Lì sotto da qualche parte,

quasi carceriere,

anche il mare d’inverno.

Quello burbero,

indomito.

Bussa alle finestre.

Ora immagina

un luogo sicuro,

che ti tenga al riparo

al caldo del fuoco di un camino.

Dalla fonte dell’anima

alcune parole

forti e delicate,

autentiche.

Tra le loro braccia

ti proteggono.

Genti

Popoli e nazioni,

stirpi e famiglie,

patrizi e plebei.

Affacciato alla linea del tempo

ne scorgi la miscellanea.

Le piazze gremite,

gioiose

e le spade tratte.

Contenitori di ideali

e di idee.

Fiumi in piena 

sfidanti la gravità che,

a volte 

confluiscono nel mare,

spesso

risalgono controcorrente.

Nessuna celebrità

ne nomi illustri

eppur della storia

la vera anima.

Spettatore

Itinerante su quattro ruote

il mio loggione di lamiera.

Di un temporale

la sinfonia riempie l’aria.

La pioggia scostante

assegna il tempo

col suo tintinnare.

Il vento

abile suonatore,

di tutto fa strumento.

Suoni e sogni

nuovi e già sentiti.

Scene interrotte

dal fragore dei tuoni

poc’anzi introdotti

dal bagliore di un lampo.

L’udito accompagna

la vista estasiata,

coreografia di luci

nel cielo cupo.

Con poco,

la serenità

a tempo determinato.