Il Caffè del Sabato

Vorrei vivere gentile
col cuore pervaso
da una calda serenità
come la morbida effusione
del caffè condiviso
il pranzo del sabato

La moka borbotta
l’aroma è intenso
indemocratico
che nemmeno di fantasie
concessioni ammette

Di uno scossone di capo
accolgo la prepotenza
meglio che m’alzi
e lo beva veloce
che qui intorno
da sistemare ne ho abbastanza.

Testa Circense

Testa non lineare
mi trasporti tra vortici
che trainano anche loro
i miei vicini
un poco funanboli
a volte seccati
a parer tuo
affascinati.

Trascuri richieste
che implorano tregua
disconosci i ritmi
di sonno e di veglia.

Sul trapezio voli
vocazione circense
che ora accelera
e poi frena.
Incurante cadi e ti rialzi
quasi sprezzante
veemente.

Frammentazione

Quattro punti
non bastano
per le direzioni
della mia mappa

tra uno e l’altro
un sorriso e un baratro
un’idea e l’immobilità
la musica ed il silenzio

E così
se i cardinali arrancano
la bussola
trasformo in roulette
con un sabotaggio

che provo a sabotare
con un caffè
sperando
che anche alla bussola
piaccia l’aroma.

Deriva

Stellata la deriva.
Intervallata da sonni
durante risvegli indesiderati
da cordoni ombelicali tagliati.

Trascinamento coatto,
lento.

La Barca ruota attorno a lei,
senza bussola.
E se la terra fosse piatta
allungherei lo sguardo
cercando
la fine del mare.

Parvenze d’Albero

La corteccia
di solitudine subita
stratifica,
invisibile all’esterno.

E lo scudo
di giorno in giorno
inspessisce.
Dall’ansia
a mano a mano
difende.
Dai ricordi
a poco a poco
separa,
allontana.

E da indifesi
a corazzati
la paura marcia,
armata dello scudo
che per proteggerti,
in origine,
era nato.

Connessioni

Non si vedono
ma son così forti
queste connessioni
che tagliano
il tempo e lo spazio
trapassano
le ambizioni e le opportunità
sbriciolano
la volontà

e mano a mano
il tuo stomaco si fa spazio
e la tua vista che s’espande
rade al suolo colline e montagne
e galoppa sulle pianure.

le scarpe scricchiolano
mentre le chiavi in tasca accompagnano
e tu non sai
se vorresti continuasse
o che d’improvviso finisse.

Vento Sornione

Ciao, vento istigatore
tu cerchi sornione 
di esaudire desideri.

Adoro e maledico resisterti
crogiolandomi
al cospetto della testardaggine.

Misticanze profumate
e fresche carezze
m’alleggeriscono
e m’inebriano.

Da te non cercherò riparo
ma aspetterò
che l’impossibile s’avveri
con il mio ombrello aperto
stretto nella mano.

L’animale sociale

vuoi dirmi che c’è
un modo migliore per
vivere che
non faccia pensare e
la felicità
esiste soltanto se
condivisa perchè
l’uomo animale sociale è.

vedi la foto di un momento che non ricordavi
vivere una vita che non t’appartiene, di qualcun altro
sensazioni
sensazioni

che poi alla fine, into the wild può essere ovunque.
Di fronte alle onde che s’increspano, in un deserto, nella metropoli più affollata.
emozioni
emozioni

E puoi avere tutto e non avere niente.
Essere il più colto o il più ignorante.
Startene su una panchina
apprezzando la solitudine
ma l’animale sociale…..
sei un animale sociale

Tristezza

ci conosciamo da così tanto tempo che
pensare di svegliarmi un giorno senza di te,

sarebbe pari ad una mutilazione.

Una sana mutilazione

al parer di molti e
forse,
anche del mio.

e già vedo il tramonto,
con tutta la sua bellezza
e la sua tristezza che
sta dietro ad ogni capitolo
prossimo all’epilogo.

ci vedo insieme
non mano nella mano
nemmeno abbracciati
ma una cosa sola, unita.

di un celebre film
ripercorro le parole
“la felicità è reale solo se condivisa”
e immagino quanto sia contraddittorio
ed impossibile
il tentativo di assaporarla
condividendola proprio con te.