Deriva

Stellata la deriva.
Intervallata da sonni
durante risvegli indesiderati
da cordoni ombelicali tagliati.

Trascinamento coatto,
lento.

La Barca ruota attorno a lei,
senza bussola.
E se la terra fosse piatta
allungherei lo sguardo
cercando
la fine del mare.

Emma

Credo proprio sarai felice.
Attorno a te
note floreali
prima della tua prima
foto
densa di impegno,
altruismo
e amore.

Oggi lo stupore,
di norma
dall’egoismo sopraffatto,
più che mai convinto
mi commuove.

Sarete felici,
ne son certo.
Perché il prolungamento
di un’aura vitale
accresce il tepore
illuminando il cammino.

Genti

Popoli e nazioni,

stirpi e famiglie,

patrizi e plebei.

Affacciato alla linea del tempo

ne scorgi la miscellanea.

Le piazze gremite,

gioiose

e le spade tratte.

Contenitori di ideali

e di idee.

Fiumi in piena 

sfidanti la gravità che,

a volte 

confluiscono nel mare,

spesso

risalgono controcorrente.

Nessuna celebrità

ne nomi illustri

eppur della storia

la vera anima.

Mother Earth – Parte II

Ancora in testa

le parole appena scritte

anagrammate si rimescolano.

La fantascientifica voce

della tua rabbia

con calma placida

di Fedro cita un monito.

“La Rana e il Bue”

Tu e l’uomo.

Repentinamente,

ventiquattr’ore diventano un secondo,

come un cane scuote il pelo

dal peso dell’acqua.

Tonnellate di rifiuti

scaraventi nell’universo.

Guardare e non toccare….

Condanna al rimpianto

di aver perso

un grande amore.

Mother Earth

Quanti come me?

Di invertire una tendenza

incapaci colpevoli.

Alcuni più accorti,

limitano i danni.

Altri,

come se la loro vita

fosse l’inizio e la fine.

Testimone vigliacco,

inveisco dentro

mi infervoro tacito

ad ogni tuo stupro.

Ed è più forte di me

preoccuparmi per te

che nonostante tutto,

tutto dai.

Briglie sciolte

State qui, vicino a me, non scappate.
Lasciatevi custodire,
perché sentirvi annebbia la vista.

Restate qui al sicuro,
intricate in questo groviglio,
sempre più fitto,
bastardo.

Specchio, specchio delle mie brame,
libero chi non ti guarda.
Specchio, specchio delle mie brame,
l’anarchico è tuo schiavo.

Tabula rasa intorno a voi senza briglie
su prati immaginari al galoppo.
Compagne distruttrici di compagnie,
il recinto d’erba fresca non basta mai.

State qui, al sicuro vicino a me
perché siete vita e distruzione.
Lasciatevi custodire,
regalatemi un soffio di libertà.

One Piece

Corpi condivisi in momenti passati

ricordati in tempi diversi

confermano il presente,

lo rafforzano facendolo barcollare.

 

Disteso sui gomiti

tasti il claustrofobico cielo

di stelle metalliche.

L’aria lì sopra lacera la carne.

 

Cane rabbioso non morde,

finto ingrato,

respinge senza successo

l’amore che fiuta.

Disagio nel lusso.

Tu, il mio “One Piece”

E ti Amo.